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CORPVS NVMMORVM RVBASTINORVM

CORPVS NVMMORVM RVBASTINORVM
Auteur Giuseppe Maria Ruotolo
Année de publication 2010
Éditeur Edipuglia
Langues italien
Nombre de pages 252
Images Noir et blanc
ISBN-13 9788872286111
Numéro
N#
L168829

Sujet

Ateliers monétaires Rubi, Pouilles

Résumé

Il catalogo delle monete della zecca di Ruvo, l’antica Rubi, suddiviso per emissioni in argento (dioboli, odoli e emiobolo) e rame (modulo grande, medio e piccolo), oltre che sulla base delle iconografie accompagnate da legende, costituisce solo la seconda parte di questo volume. Il lavoro è introdotto da approfondimenti finalizzati a valorizzare il contesto storico di uso, gli scambi e i movimenti della circolazione di questi oggetti.
Agli Iapyges è dedicato il primo capitolo, popolo dell’Apulia la cui analisi viene sviluppata con riferimento alle fonti letterarie e in particolare ai culti di Afrodite, Damatra, Zeus, Atena, Eracle, Elios, Tiche e Diana, i cui attributi, uniti alla conoscenza del mondo religioso antico, si sono rivelati propedeutici per la comprensione delle scelte delle iconografie e degli oggetti presenti sulle monete oltre a testimoniare un raggiunto grado di uniformità culturale, religiosa, civile e politica della stessa popolazione. Lo studio dei simboli monetali viene utilizzato anche per meglio interpretare la produzione preminente dei territori che emettevano monete: nel caso specifico di Ruvo, la spiga di grano, insieme alla testa di toro e al kotyliscos rimandano ad una economia agricola, all’allevamento e alla produzione di terrecotte. Si passa in rassegna, infine, la monetazione dell’antica Apulia e il rapporto con il territorio della Peucezia.
Nel secondo capitolo viene esaminata la storia degli studi e delle raccolte numismatiche a partire dalla prima metà del XVIII secolo. Tra gli eruditi si possono citare, per esempio, Domenico Magnan, che assegnò per primo alla pólis di Rubi il tipo in rame con la rappresentazione della testa di Athena galeata da un verso e dall’altro con l’impronta della civetta posata su un ramoscello di olivo accompagnata dalla legenda Rubasteinon; Francesco M. Avellino e successivamente il canonico Giacomo Ursi, concepirono i primi cataloghi sulla zecca di Ruvo e, infine, le riflessioni che fissavano in maniera storica i caratteri numismatici ruvesi sviluppate nelle pubblicazioni di Giovanni senior, junior e Giulio Jatta. Tali disamine sono seguite dall’analisi degli studi recenti a partire dal 1966 fino al 2008.
Nel terzo ed ultimo capitolo prima delle tabelle (sui pesi medi e sulle denominazioni delle monete di Tarentum e sulla riduzione di peso dell’asse romano), si affrontano le tematiche dei sistemi ponderali (‘acheo’, ‘tarantino ridotto’ e ‘campano’), le questioni di epigrafia monetale e l’area di circolazione delle emissioni di Rubi con la discussione sulla cronologia su cui rimane una questione aperta tra gli studiosi che vede contrapposte l’ipotesi tradizionale, che aveva fissato l’avvio a partire dal IV sec. a.C., e quella più recente che abbassa tale data, circoscrivendo l’emissione al II sec. a.C.

INDICE

Presentazione

Tipi monetali di Rubi di Peucezia
Gli Iapyges
La progressione degli studi e delle raccolte numismatiche
Le monete

Catalogo
Opere consultate e riferimenti
Nominali e tipi

Argento
Dioboli con iscrizione PY
Oboli con iscrizione PY
Emiobolo con iscrizione PY

Rame
Tipi con iscrizione PY
Modulo grande
Modulo medio
Modulo piccolo
Tipi con iscrizione ΡΥΒΑΣΤΕΙΝΟΝ
Modulo medio
Modulo piccolo
Tipi con iscrizione PY
Modulo medio

Indice dei nomi propri

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